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      <title>News Borsa Rifiuti</title>
      <link>http://borsarifiuti.com/RSS/news.phpsc</link>
      <description>Sito BorsaRifiuti, News</description>
      <language>IT-it</language>
      <copyright>GARWER s.r.l. 2005</copyright>
	  <pubDate>mar, 03 gen 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
      <lastBuildDate>mar, 03 gen 2012 18:14:10 +0100</lastBuildDate>
            	  <item>
		 <title><![CDATA[Spedizioni rifiuti: la Romania ha pi&ugrave; tempo per opporsi]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/716-488-2B3</link>
         <description><![CDATA[E&#039; prolungato fino al 31 dicembre 2015 il periodo durante il quale le autorit&agrave; rumene possono sollevare obiezioni sulle spedizioni in Romania di rifiuti destinati al recupero. Lo ha stabilito l&#039;Ue con decisione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi. E lo fa a seguito della richiesta di proroga del periodo di tempo che si concluderebbe il 31 dicembre 2011.

E&#039; il regolamento del 2006, quello sulla spedizioni di rifiuti, che ha previsto la possibilit&agrave; da parte della Romania di sollevare obiezioni sulle spedizioni di determinati rifiuti destinati al recupero. Una possibilit&agrave; da espletare in un periodo di tempo determinato (appunto la fine di questo anno).

Accanto a tale disposizione, per&ograve; il legislatore europeo ha previsto anche la possibilit&agrave; di prolungare il periodo al massimo fino al 31 dicembre 2015.

E questo perch&eacute; &egrave; necessario per garantire che la tutela dell&#039;ambiente sia mantenuta a livelli elevati in tutta l&#039;Unione, in particolare allorch&eacute; il paese di destinazione non possiede o possiede una capacit&agrave; insufficiente di recupero per alcuni tipi di rifiuti. Per questo la Romania deve poter continuare a opporsi a determinate spedizioni, previste verso il suo territorio, di rifiuti non desiderati destinati al recupero.

Del resto l&#039;obiettivo e componente principale del regolamento del 2006 &egrave; la protezione dell&#039;ambiente. Nel regolamento, infatti, &egrave; sottolineata l&#039;importanza di organizzare e disciplinare la sorveglianza e il controllo delle spedizioni. Il tutto secondo modalit&agrave; precise che tengano conto della necessit&agrave; di preservare, proteggere e migliorare la qualit&agrave; dell&#039;ambiente e della salute umana. Il che esclude che i rifiuti siano considerati semplici merci, perch&eacute; prevalente nella disciplina relativa allo spostamento dei rifiuti &egrave; la protezione dell&#039;ambiente.]]></description>
         		 		 <pubDate>mar, 03 gen 2012 18:14:10 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[I detriti e gli inerti derivanti da demolizione sono rifiuti speciali]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/FAD-DAE-6E9</link>
         <description><![CDATA[I detriti e gli inerti derivanti da demolizione sono rifiuti speciali. Non sono sottoprodotti e per essere utilizzabili in diverse categorie di lavori - da quelli stradali, ferroviari a quelli edili - devono essere sottoposti a un processo di recupero.

Lo afferma la Corte di Cassazione penale con sentenza che conferma la pronuncia del Tribunale di L&#039;aquila. Il Tribunale infatti ha condannato alla pena dell&#039;ammenda per la contravvenzione una ditta edile per aver illecitamente abbandonato e depositato in modo incontrollato circa 40 m3 di materiale di rifiuto non pericoloso rappresentato da inerti da demolizione nell&#039;area di un cantiere in corso per la realizzazione di una rotatoria stradale.

Secondo la ditta per&ograve; i materiali non sarebbero stati abbandonati, ma invece destinati ad essere utilizzati dall&#039;impresa titolare del cantiere per spianare l&#039;area e per la realizzazione di una massicciata stradale, tanto da essere livellati. E dunque ha dichiarato l&#039;insussistenza del reato non essendovi prova dell&#039;abbandono del materiale in quanto riutilizzato per spianare l&#039;area.

Secondo la normativa italiana (codice ambientale) i rifiuti da attivit&agrave; di demolizione e costruzione sono rifiuti speciali.

Un rifiuto cessa di essere tale quando &egrave; stato sottoposto a un&#039;operazione di recupero (incluso il riciclaggio e la preparazione al riutilizzo) e soddisfa una serie di requisiti. Ossia la sostanza o l&#039;oggetto &egrave; utilizzato per scopi specifici, esiste un mercato o una domanda per tale sostanza, la sostanza soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard applicabili ai prodotti. Inoltre il suo utilizzo non dovr&agrave; portare a impatti negati sull&#039;ambiente.

I materiali residuanti dalla attivit&agrave; di demolizione edilizia conservano la natura di rifiuti sino al completamento delle attivit&agrave; di separazione e cernita, in quanto la disciplina in materia di gestione dei rifiuti si applica sino al completamento delle operazioni di recupero.

Non si pu&ograve; parlare neanche di sottoprodotti perch&eacute; i sottoprodotti sono quei materiali originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione, dotati di valore di scambio di mercato, di requisiti merceologici e di qualit&agrave; ambientale.

In altre parole per essere sottoprodotti e non rifiuti, i materiali non devono essere sottoposti a trattamenti preliminari per essere impiegati nel corso del processo di produzione o di utilizzazione (anch&#039;esso preventivamente individuato e definito) e il loro impiego non deve dar luogo a emissioni e a impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati.

Inoltre il legislatore, richiede per riconoscere la qualit&agrave; di sottoprodotto anche che &quot;la sostanza o l&#039;oggetto possono essere utilizzati direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale&quot;. (Qui per&ograve;, non &egrave; chiaro cosa si debba intendere per &quot;normale pratica industriale&quot; e cosa, al contrario, non rientri in tale pratica).

Dunque gi&agrave; solo i procedimenti di stabilizzazione e frantumazione cui vengono sottoposti i materiali si pongono in contrasto con la definizione di sottoprodotto, perch&eacute; per poter parlare di sottoprodotto, il materiale da riutilizzare non deve necessitare di alcuna trasformazione preliminare.]]></description>
         		 		 <pubDate>mar, 03 gen 2012 18:13:22 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Bio-shopper: dal “mille proroghe” sparisce norma. Legambiente: &laquo;Governo e Parlamento rimedino subito&raquo;]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/48F-F63-172</link>
         <description><![CDATA[Dal testo del decreto Mille proroghe, l&#039;articolo che stabiliva proprio i corretti parametri di biodegradabilit&agrave; nell&#039;ambiente e compostabilit&agrave; degli shopper, secondo la norma europea EN13432, cos&igrave; come  annunciato il 23 dicembre dai ministri dello sviluppo economico e dell&#039;ambiente, che prevedeva nuove disposizioni per quanto riguarda i sacchetti biodegradabili, chiarendo il campo di applicazione della precedente normativa e introducendo sanzioni rigorose a tutela dell&#039;ambiente.

Il vicepresidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, &egrave; preoccupato: &laquo;E&#039; grave e anche dannoso aver cancellato quell&#039;articolo, non solo per l&#039;ambiente ma anche per l&#039;immagine stessa dell&#039;Italia. La messa al bando dei sacchetti di plastica &egrave; un primato che ci ha fatto riconoscere come uno dei Paesi pi&ugrave; all&#039;avanguardia, pioniere di un modello guardato con ammirazione in tutto il mondo e che cos&igrave; rischia di essere seriamente compromesso. Quella norma &egrave; fondamentale per fare chiarezza nel mercato della piccola e media distribuzione, che &egrave; gi&agrave; stato invaso da sacchetti di plastica con additivi chimici che non possiedono le corrette caratteristiche di biodegradabilit&agrave; e soprattutto &egrave; utile a evitare scappatoie da parte di alcuni produttori che evidentemente si sono gi&agrave; attivati. Per questo se fosse confermata la sua cancellazione in modo cos&igrave; subdolo, addirittura dopo l&#039;annuncio del governo, sarebbe un chiaro tentativo di salvaguardare i profitti di alcune lobby a scapito dell&#039;interesse generale, dei cittadini, dell&#039;ambiente e dell&#039;economia italiana. Ci auguriamo quindi che il Governo e il Parlamento rimedino al pi&ugrave; presto a questo evidente tentativo di sabotaggio di un ottima norma che privata di determinati parametri rischia di perdere la sua efficacia&raquo;.

Sulla questione intervengono anche i senatori &#039;ecodem&#039; Francesco Ferrante e Roberto Della Seta: &laquo;Sarebbe stupefacente, ma anche desolante, se nel decreto Mille proroghe fosse sparita la norma che stabiliva i corretti parametri di dissolvenza nell&#039;ambiente degli shopper , una norma annunciata ufficialmente dal Governo il 23 dicembre, e che non c&#039;&egrave; pi&ugrave; nel testo del &quot;mille proroghe&quot;  pubblicato dal Sole 24 Ore oggi. Evidentemente la longa manus delle lobby della vecchia industria inquinante sta tentando il tutto per tutto. Non possiamo che augurarci che il Governo rimedi in breve tempo a questo grave infortunio. Ministri di peso come Clini e Passeraavevano annunciato il provvedimento, indicandolo giustamente come una misura molto importante per accelerare il percorso gi&agrave;  in atto per orientare i consumatori verso prodotti ambientalmente sostenibili, e dare impulso allo sviluppo della green economy, settore trainante della crescita. Evidentemente l&#039;azione di lobby e una qualche complicit&agrave; all&#039;interno della stessa compagine governativa hanno giocato un tiro mancino alla tutela dell&#039;ambiente, all&#039;industria pi&ugrave; innovativa e sostenibile. E&#039;necessario un intervento urgente che ripristini la norma nel testo che verr&agrave; firmato dal Presidente Napolitano nelle prossime ore, altrimenti sarebbe questo un episodio ancora pi&ugrave; grave delle mancate liberalizzazioni del primo provvedimento Monti, che dimostrerebbe un&#039;incapacit&agrave; del Governo di resistere alle pressioni di chi vuole che nulla cambi. E dall&#039;altra parte l&#039;ennesima conferma che deve essere posto un freno alla pessima , dal punto di vista istituzionale, abitudine , invalsa ormai da qualche tempo, per cui passano giorni dall&#039;annuncio delle scelte del Consiglio dei ministri all&#039;effettiva pubblicazione del provvedimento. Giorni usati dalle lobby per spingere &quot;manine&quot; ad  operare tagli e modifiche incontrollate&raquo;.]]></description>
         		 		 <pubDate>mar, 03 gen 2012 18:12:18 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Rifiuti lungo ferrovia dismessa: rimozione e smaltimento non a carico di Rfi]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/57D-284-918</link>
         <description><![CDATA[Chi deve rimuovere e provvedere allo smaltimento dei rifiuti abbandonati da ignoti lungo il relitto di una linea ferrata dismessa adiacente a una strada provinciale? Entrambi gli enti competenti ossia la Rete Ferroviaria Italiana Spa (Rfi) e la Provincia o soltanto uno di questi?

Sicuramente se non vi &egrave; alcun elemento che consenta di attribuire la corresponsabilit&agrave; dell&#039;abbandono e in questo caso la mancata adozione di misure protettive per impedire l&#039;invasione del terreno e l&#039;abbandono di rifiuti, non &egrave; possibile ordinare a Rfi la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti solo per il fatto che ha competenza sulla linea ferroviaria.

Dunque dovr&agrave; essere la Provincia a occuparsi dei rifiuti perch&eacute; l&#039;onere della rimozione non pu&ograve; essere imposto al titolare di un diritto reale sull&#039;area in assenza di imputabilit&agrave; della violazione a titolo di dolo o colpa. E anche perch&eacute; la legge regionale della Sicilia pone a carico dell&#039;ente Provincia la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti medesimi nelle parti di territorio esterno ai perimetri dei centri abitati.

Lo afferma il Tribunale amministrativo della Sicilia (Tar) che con sentenza del mese scorso si pronuncia sulla questione del Comune di Valguarnera Caropepe. Ossia sull&#039;ordinanza sindacale avente a oggetto l&#039;ordine di rimuovere e smaltire i rifiuti presenti &quot;lungo il relitto della linea ferrata dismessa adiacente la strada provinciale S.P. n. 4 al Km. 7,000 di Contrada Conigliera&quot;.

La Rfi lamenta la violazione della normativa ambientale (nello specifico articolo 192 del dlgs. 152/2006) da parte del Comune perch&eacute; l&#039;addebito di responsabilit&agrave; si fonda l&#039;imputabilit&agrave; &quot;soggettiva&quot; della condotta. Mentre il Comune si difende affermando che l&#039;adozione del provvedimento amministrativo andrebbe individuato nella condotta omissiva del proprietario, concretizzatasi nella mancata adozione di qualsiasi misura e cautela (recinzione, manutenzione, ecc.) idonea a evitare che terzi potessero realizzare sul fondo la condotta vietata (come, l&#039;abbandono di rifiuti). Cosa che comunque non &egrave; stata dimostrata in sede giudiziale.

Nel caso di specie, dato che non &egrave; stato individuato l&#039;autore dell&#039;abbandono dei rifiuti, e non &egrave; stato possibile attribuire la responsabilit&agrave; in capo al Rfi rimane operativa la previsione della L.R. Sicilia che pone a carico dell&#039;ente Provincia la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti medesimi nelle parti di territorio esterno ai perimetri dei centri abitati.

Un&#039;opinione fondata alla luce anche della giurisprudenza del giudice d&#039;appello (sentenza del 2006) in base alla quale &quot;Da tale normativa, pertanto, si ricava che in ogni caso e a prescindere dall&#039;accertamento di eventuali soggetti responsabili di abbandono di rifiuti &quot;al di fuori dai centri abitati&quot;, o, che &egrave; lo stesso, &quot;nelle parti di territorio esterno ai perimetri dei centri abitati&quot;, la responsabilit&agrave; della raccolta di detti rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali &egrave; della Provincia regionale.

Quest&#039;ultima di conseguenza &egrave; obbligata ad esercitare una oculata sorveglianza del proprio territorio ai fini suddetti e nulla vieta che alla stessa il Comune possa segnalare casi di abbandono di rifiuti per sollecitarne la rimozione.&quot;.]]></description>
         		 		 <pubDate>mar, 03 gen 2012 18:10:40 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[ITALIA: IMPIANTI DI RECUPERO E LEGITTIMAZIONE]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/D14-681-F06</link>
         <description><![CDATA[Va riconosciuta la legittimazione attiva di soggetti che, trovandosi tutti in vicinanza di un impianto di recupero e in stabile collegamento con il relativo territorio, allo stato degli atti appaiano logicamente portatori di interessi sostanziali sotto vari profili e, in particolare con riguardo alla eventuale svalutazione delle loro aree, alla minore appetibilit&agrave; delle stesse, alla salubrit&agrave; dei siti. Come tali sono legittimati ad agire per il rispetto della normativa anche procedimentale di settore, una volta che, come nella specie, essa sia posta a tutela della corretta localizzazione dell’impianto.]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 17 ott 2011 17:31:36 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[ITALIA: FANGHI DA DEPURAZIONE]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/3F1-23D-FA8</link>
         <description><![CDATA[L’articolo 127 D.Lv. 152\06, nell’attuale stesura, ha fornito una ulteriore indicazione per meglio stabilire il momento in cui la disciplina dei rifiuti deve applicarsi ai fanghi e che viene individuato nella fine del complessivo trattamento, il quale &egrave; effettuato presso l’impianto e finalizzato a predisporre i fanghi medesimi per la destinazione finale – smaltimento o riutilizzo – in condizioni di sicurezza per l’ambiente mediante stabilizzazione, riduzione dei volumi ed altri processi. Tale precisazione determina, come ulteriore conseguenza, l’applicabilit&agrave; della disciplina sui rifiuti in tutti i casi in cui il trattamento non venga effettuato o venga effettuato in luogo diverso dall’impianto di depurazione o in modo incompleto, inappropriato o fittizio.]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 17 ott 2011 17:29:30 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[EUROPA: RAEE: NUOVE REGOLE?]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/355-066-28A</link>
         <description><![CDATA[La commissione ambiente del Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura una proposta di modifica dell&#039;attuale direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici (Raee). Ora si attende gennaio e il voto del Parlamento europeo in sessione plenaria, per l&#039;avvio dei negoziati con il Consiglio europeo. Le misure obbligano gli Stati membri a raccogliere e a riciclare un maggiore volume di frigoriferi dismessi, telefoni e altri &#039;&#039;rottami&#039;&#039; di apparecchiature elettriche e elettroniche. La proposta approvata ha l&#039;intento di facilitare il ritiro dei prodotti elettronici di consumo e dissuadere gli operatori poco scrupolosi a spedire illegalmente i rifiuti elettrici ed elettronici fuori dall&#039;Unione europea. Secondo gli europarlamentari obiettivi ambiziosi ma realizzabili di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti elettronici contribuiranno notevolmente a recuperare delle materie prime preziose ed a ridurre il flusso di e-waste nelle discariche, inceneritori e nei Paesi in via di sviluppo. Gli obiettivi della Direttiva modificata dovranno contabilizzare i rifiuti elettronici realmente prodotti con una raccolta dell&#039;85% del totale entro il 2016. Anche il Consiglio Ue sostiene un obiettivo del 65%, ma basato sui beni messi in vendita e da realizzare progressivamente nella maggior parte dei Paesi Ue entro il 2020 e in altri Paesi entro il 2022&quot;.]]></description>
         		 		 <pubDate>lun, 17 ott 2011 17:25:11 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Al via la “Raccolta 10 pi&ugrave;. Il mese del riciclo e della differenziata di qualit&agrave;”]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/46C-CCE-2F9</link>
         <description><![CDATA[Prender&agrave; il via il 4 ottobre, con un mese di eventi in tutta Italia, “Raccolta 10 Pi&ugrave;, il Mese del Riciclo e della Raccolta Differenziata di Qualit&agrave;”, promosso  da Conai - Consorzio Nazionale Imballaggi e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in collaborazione con ANCI.
L’obiettivo &egrave; quello di spiegare ai cittadini come fare, attraverso le 10 semplici regole del “Decalogo della Raccolta Differenziata di Qualit&agrave;” di Conai, una raccolta differenziata di qualit&agrave; e migliorare cos&igrave; i risultati di riciclo degli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. Secondo una stima del consorzio, un comune di 100.000 abitanti, con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%, in prima fascia di qualit&agrave; per la raccolta di tutti gli imballaggi, pu&ograve; arrivare a ricevere corrispettivi pari a circa 1 milione di euro, quattro volte l’importo che percepirebbe se la qualit&agrave; degli imballaggi differenziati fosse nell’ultima fascia di qualit&agrave;.
Allo stesso modo, un comune di 1 milione di abitanti potrebbe arrivare a ricevere corrispettivi pari a circa 10 milioni di euro.
La manifestazione, alla seconda edizione, si svolger&agrave; nei 20 capoluoghi di regione, nei 90 capoluoghi di provincia e in tutti i comuni italiani che hanno aderito e aderiranno alla manifestazione attraverso il sito www.raccoltadiecipiu.it
Varie le iniziative: dai van con il logo dell’evento ai gazebo allestiti nei capoluoghi di regione ai materiai informativi per i cittadini. Le piazze italiane diventeranno lo snodo centrale di Raccolta 10 Pi&ugrave; e il luogo dove sar&agrave; possibile ricevere il Decalogo per la Raccolta Differenziata di Qualit&agrave;. Un team di biciclette con il logo “Raccolta 10 Pi&ugrave;” gireranno per la citt&agrave; distribuendo ai cittadini il Decalogo e coinvolgendoli nella manifestazione.
Il 2010 &egrave; stato per Conai un anno da ricordare: delle 11,4 milioni di tonnellate di imballaggi immesse sul mercato, ne sono state recuperate 8,5 milioni, vale a dire il 75% (tre imballaggi su quattro sono stati recuperati). Il riciclo complessivo &egrave; stato del 64,6% dell’immesso al consumo e il ricorso alla discarica ridotto ormai al 25%.
Al Mese del Riciclo e della Raccolta Differenziata di Qualit&agrave; sono abbinati un sito, www.raccolta10piu.it e un concorso on line sul riciclo: i pi&ugrave; ferrati sull’argomento verranno premiati da CONAI all’interno di una puntata di Domenica In]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 14 ott 2011 17:58:55 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Contributi Ue per chi usa imballaggi in cartone ondulato certificati]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/0BD-8BE-5FA</link>
         <description><![CDATA[Un documento del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ammette a contributo la certificazione volontaria di prodotto Bestack per gli imballaggi in cartone ondulato (contenenti fibra da foreste certificate) per ortofrutta grazie alla loro maggiore sostenibilit&agrave; ambientale. Questa agevolazione economica si basa sulla considerazione che l’uso di imballaggi che, in virt&ugrave; delle loro propriet&agrave; e caratteristiche fisiche vanno oltre i requisiti minimi legali comportano evidenti benefici ambientali, possono essere oggetto di sostegno con i programmi operativi.
I produttori ortofrutticoli associati in forma di Organizzazioni di Produttori che per trasportare i propri prodotti utilizzeranno imballaggi in cartone ondulato certificati potranno quindi accedere ai contributi previsti dall’Unione europea e vedersi quindi rimborsati parte del costo di acquisto di questi imballaggi. Un premio, quindi alle aziende ortofrutticole che scelgono di trasportare i propri prodotti utilizzando imballaggi ottenuti anche da cartone certificato Pefc. In Italia, gli imballaggi di questo tipo sono riconoscibili dalla certificazione “Bestack Quality Approved - BQA”, strumento consortile definito dalle industrie produttrici e rilasciata dall’Istituto italiano dei Plastici sulla base di uno specifico protocollo e a seguito di una scrupolosa verifica tecnica. Il marchio certifica che tali imballaggi sono utilizzano un unico standard dimensionale, hanno prestazioni tecniche garantite, sono realizzati con carte prodotte con fibre provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile sono innovativi, pi&ugrave; efficienti, igienici al 100% e pi&ugrave; ergonomici per il prodotto trasportato.]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 14 ott 2011 17:56:42 +0100</pubDate>      		  </item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[I casalinghi Ri-prodotti da plastica riciclata sbarcano nei supermercati romani]]></title>
         <link>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/F9B-C68-F9C</link>
         <description><![CDATA[Da oggi tutti i clienti dei supermercati Coop della provincia di Roma e presto anche in Campania potranno acquistare prodotti di largo consumo, realizzati con le plastiche miste provenienti dalle raccolte differenziate, alimentando la filiera che inizia con la separazione dei rifiuti in casa e si conclude con il ritorno in casa di manufatti realizzati partendo dai rifiuti differenziati.
Secchi, cestini, vasi, sottovasi, fioriere, scope per casa o scopettone per passare lo straccio, ma anche scopini per la pulizia bagno, e ancora palette raccogli rifiuti: sono questi gli articoli Utilgreen - prodotti da Utilplastic, azienda specializzata nella lavorazione e stampaggio di plastica per la produzione di articoli casalinghi - interamente realizzati da plastica riciclata post consumo, selezionata e processata da Revet.
Questi articoli casalinghi sono il frutto della ricerca e del know-how, ottenuti partendo dal plasmix, (le plastiche miste), provenienti dalle raccolte differenziate (vaschette, sacchetti di polietilene, imballaggi plastici d&#039;uso alimentare, pellicole d&#039;imballaggio, etc.) selezionate e trasformate nei Ri- prodotti.
&laquo;Per tutelare l&#039;ambiente - ha commentato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - &egrave; necessario anche allargare il mercato dei prodotti riciclati. Se la grande distribuzione organizzata decidesse di investire su questi prodotti, potrebbe contribuire in maniera pratica alla diffusione di una cultura che guarda al riciclo e alla sensibilizzazione dei consumatori agli acquisti verdi. In quest&#039;ottica, la qualit&agrave; della raccolta differenziata &egrave; di fondamentale importanza, perch&eacute; solo attraverso un&#039;attenta selezione delle materie destinate al riciclo le aziende possono lavorare al meglio per ottenere prodotti da re-immettere sul mercato. Tanto pi&ugrave; che, secondo gli ultimi dati Ispra (che si riferiscono al 2009), su 10,8 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio prodotti nel nostro Paese, i materiali plastici erano circa 2 milioni di tonnellate e solo un terzo di questi &egrave; stato avviato a riciclo&raquo;.
Il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami &egrave; soddisfatto dell&#039;iniziativa, che &egrave; partita dalla Toscana, dove i Ri-prodotti sono gi&agrave; presenti nei punti vendita da alcuni mesi.
&laquo;Con piacere presentiamo anche nei punti vendita romani questi articoli casalinghi ottenuti partendo dal riciclo delle plastiche provenienti dalla raccolta differenziata, un caso nazionale che ci auguriamo non rimarr&agrave; isolato. Questo accordo - ha dichiarato Marco Lami - rientra perfettamente nella filosofia della Cooperativa, per diversi aspetti. Innanzitutto la continuit&agrave; con i numerosi progetti verso la tutela ambientale e la riduzione dell&#039;inquinamento che Coop porta avanti da sempre; per questo abbiamo deciso di finalizzare - inserendo nel circuito di vendita - gli sforzi di Revet e Utilplastic. Infine, da non sottovalutare, la portata in termini di informazione e trasparenza verso il cittadino, che vede messe in pratica e pu&ograve; toccare con mano attivit&agrave; di sensibilizzazione ecologica che sosteniamo da anni&raquo;.
&laquo;La nostra azienda - ha spiegato Massimo Desideri, presidente di Utilplastic, l&#039;azienda che produce gli articoli Utilgreen - &quot; ha sede a Larciano (PT), dove da 50 anni realizziamo articoli casalinghi in materiali plastici. Insieme a Revet abbiamo colto la sfida e sviluppato la ricerca per arrivare alla produzione in serie di nuovi articoli casalinghi partendo dai materiali plastici provenienti dalla raccolta differenziata domiciliare, che sarebbero altrimenti destinati al recupero energetico o allo smaltimento. Dopo varie prove, trattando il granulo plastico che Revet ottiene dal plasmix (le plastiche miste) siamo arrivati ad una miscela in grado di dare forma al nuovo pezzo: oggi questi articoli sono esposti sugli scaffali, pronti alla vendita ad un costo che, pur tenendo presente l&#039;energia ed il lavoro in pi&ugrave; messi per arrivare al prodotto finale, &egrave; competitivo&quot;.
Valerio Caramassi, presidente di Revet SpA, azienda leader nella raccolta, selezione e trattamento di materiali destinati al riciclaggio, ha precisato: &laquo;Questi articoli casalinghi sono la dimostrazione evidente e tangibile che differenziare non &egrave; riciclare: questo &egrave; lo sforzo di Revet, che ha trovato in Utilplastic un&#039;azienda disponibile nello scommettere sull&#039;eco-sostenibilit&agrave;. Per anni ci siamo fermati alle sole percentuali di raccolta differenziata, che sono importanti nella misura in cui diventano percentuali di materiali effettivamente riciclabili e re-immessi nel mercato&raquo;.]]></description>
         		 		 <pubDate>ven, 14 ott 2011 17:45:46 +0100</pubDate>      		  </item>
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